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L'Unita
l'Unità
Berlusconi si scatena: «Nessun errore dei nostri, colpa dei radicali e dei magistrati». Bersani: è un agitatore. E Fini non va in piazza
«In quello che è accaduto non c'è stata nessuna responsabilità dei nostri delegati e dei nostri dirigenti: loro erano negli uffici del tribunale prima di mezzogiorno, gli è stato impedito di presentare le liste dalla gazzarra scatenata dai radicali». Una conferenza stampa livorosa del premier Berlusconi, che, orari alla mano, ricostruisce la sua verità sul caos della lista Pdl di Roma e parla di una «palese erronea applicazione della legge compiuta dai magistrati che hanno impedito di presentare le nostre liste». Ai nostri delegati - sostiene il premier - «è stato impedito di depositare le liste e abbiamo già presentato una denuncia alla procura della Repubblica di Roma».
«Quando è iniziata la gazzarra dei radicali, i nostri delegati Milioni e Polesi - ha spiegato Berlusconi - chiedevano l'intervento del magistrato ma con loro grande sorpresa, il dottor Diamanti, con l'aiuto di Anna Argento, decideva incredibilmente che erano esclusi, asserendo che si trovavano oltre una linea di un centimetro in questo grande salone». «E' stata violata la legge che riguarda la registrazione delle liste, perché i nostri delegati erano negli uffici entro l'orario stabilito, e poi sono state infrante anche le regole del buonsenso e verso di noi c'è stato un atteggiamento discriminatorio, come anche in Lombardia, con un atteggiamento fiscale verso di noi, mentre verso errori della sinistra si è chiuso un occhio».
«Al responsabile nazionale Ignazio Abrignani, arrivato in tribunale dopo la telefonata tempestiva dei delegati del Pdl- ha detto Berlusconi- era stata data precisa assicurazione che tutto sarebbe stato sanato a seguito di un ricorso, che è stato presentato alle ore 17 all'ufficio circoscrizionale». E' stata una decisione grave quella di aver impedito la presentazione delle liste del Pdl, una decisione priva di fondamento giuridico» e determinata da un «marchiano errore dell'ufficio circoscrizionale», ha detto Berlusconi che ha definito «privo di ogni fondamento» il rilievo opposto dal Tar all'accoglimento della lista del Pdl e cioè che la documentazione per la lista della provincia di Roma sia rimasta incustodita per oltre due ore».
«Se la lista Pdl sarà eslcusa raddopieremo gli sforzi per far vincere la nostra candidata Polverini», aggiunge il Cavaliere. «Gli avversari partono con un vantaggio indebirto, ma anche con questa penalizzazione ingiustificabile noi riusciremo a prevalere, loro avrebbero voluto correre da soli come nei paesi sovietici. Anche in questa occasione daremo una lezione alla sinistra: dimostreremo di poter prevalere su ogni maleficio e su ogni sleale informazione». «Il Pd è come una squadra di calcio che vuol scendere in campo senza avversari, con l'arbitro amico che chiude l'altra squadra negli spogliatoi».
Berlusconi esclude ogni ipotesi di rinvio del voto: «Mai pensato, concentreremo ogni sforzo sulla lista civica a sostegno della Polverini». Il premier conferma l'appuntamento di piazza del 20 marzo (poi rinviato, nel pomeriggio, a domenica 21): «Ho ceduto alla richiesta di molti nostri dirigenti, sarà una manifestazione in difesa del diritto di voto. Chiederemo ai nostri candidati un patto per il piano casa e per la creazione di nuove imprese, e poi chiederemo di piantare nuovi alberi e costruire nuove piste ciclabili per far diventare l'Italia il giardino d'Europa».
Berlusconi però non dispera sulla riammissione della sua lista laziale: «Sono ottimista, non dispero che anche grazie a questa mia ricostruzione cronologica e incontrovertibile la lista possa essere ammessa». «Io non sono mai stato irato una volta in vita mia, io posso addolorarmi e arrabbiarmi ma sono sempre nel pieno possesso delle mie facoltà di giudizio, non ho mai chiamato nessuno "un branco di imbecilli". La mia cronistoria di questi eventi è frutto di una indagine, ho verificato tutto personalmente senza mai mancare di rispetto a nessuno». Sul forfait di Fini alla piazza Pdl: «Se non sbaglio lui è la terzsa carica dello Stato...», dice Berlusconi.
Del famoso decreto interpretativo, il premier dice di volerparlare in una prossima conferenza stampa. Ma intanto dice: «Io sono assolutamente sicuro, sulla base di pareri pro-veritate di insigni costituzionalisti, che il governo e il presidente della Repubblica, abbiano deciso la validità di questo decreto che porta la firma del capo dello Stato». E sulle norme che regolano la presentazione delle liste. «Non ho mai pensato ad una authority, ma le norme sulla presentazione delle liste vanno cambiate».
Bersani: premier è un agitatore
Quella presentata stamattina dal presidente del Consiglio Berlusconi «è una ricostruzione fantasiosa», ha detto il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, nel corso di una conferenza stampa nella sede del partito. «Quello che doveva essere il governo del fare - ha aggiunto - è finito per essere il governo del fare confusione». «È inutile prendersela con Tizio o Caio perchè lì c'è un verbale dei Carabinieri. Lasciamo lavorare chi di dovere documenti e carte alla mano». «Il presidente del Consiglio si è presentato come un agitatore politico, come un capolista, anzichè come il capo del governo di tutti gli italiani», ha aggiunto Bersani. La proposta: «Il centrodestra rinunci a proseguire nei suoi ricorsi. Noi d'accordo con il candidato Penati siamo pronti a fermare il ricorso in Lombardia. È ora di creare un clima in cui finalmente si possa parlare delle cose che interessano ai cittadini». E sullea ccude del premier dice: «Noi non abbiamo mai voluto escludere nessuno ma non si può chiedere di essere conniventi a misure che servono a sanare solo i loro problemi e che strappano le regole di uno stato di diritto .Avrebbero dovuto riconoscere l'errore, esercitare i vari gradi di giudizio ed eventualmente rivolgersi all'opposizione. Non è successo». E a Berlusconi che aveva parlato di una telefonata tra Gianni letta e Bersani prima del varo del decreto, dice risponde il leader Pd: «Confermo: ho avuto una sola telefonata da Gianni Letta 15 minuti prima di entrare in Consiglio dei ministri, una telefonata in cui gentilmente mi illustrava i contenuti del dl, ricevendo la mia contrarietà».
Bonino: dal premier parole inaccettabili
: «Voglio dire con grande forza che nessun radicale e nessun altro, con nessuna violenza, ha impedito a chicchessia di depositare le liste. Va bene il dibattito politico, ma esiste un limite. Queste sono cose inaccettabili se dette da personaggi vari. Che le affermi il presidente del consiglio lo sono doppiamente. A tutela della dignità di tutti quanti queste cose non possono passare senza alcuna reazione», dice Emma Bonino. «La campagna - ha aggiunto - è stata finora anomala. Immagino che nelle prossime 2-3 settimane le anomalie si moltiplicheranno anziché diminuire».
Parapiglia con un contestatore
(La Russa fa il buttafuori)
Fuori programma con un giornalista freelance, Rocco Carlomagno, che ha fatto domande a raffico sul caso Bertolaso. Berlusconi non gli dà la parola e chiede che sia accompagnato alla porta. Ma Carlomagno non si allontana e mette in scena un vero e proprio duello col premier che gli urla: «Si vergogni, lei è un villano». «Questa è la sinistra», aggiunge il premier, che poi lo apostrofa: «Per lei ogni giorno guardarsi allo specchio è già il segno di una brutta giornata». E ha aggiunto: «Lasci il suo nome, Berolaso la denuncerà». Carlomagno ha poi avuto un battibecco con La Russa, che fin dall'inizio si era sistematicamente sostituito agli addetti del servizio d'ordine, ottenendo di occuparsi personalmente del contestatore e allontanando più volte i bodyguard. La Russa a ujn certo punto lo ha anche afferraryo per il cappotto, cercando di sollevarlo. «Lei è un picchiatore fascista», grida il freelance. C'è un grande parapiglia, il ministro fa per mollargli una manata che si ferma a pochi millimentri dal viso. Carlomagno ha accusato La Russa di avergli dato «due pugni sullo sterno» e ha annunciato di volerlo denunciare per aggressione. Poi alla radio ha aggiunto: «In quale paese al mondo un ministro della Difesa aggredisce un cittadino, un freelance che ha una partita iva e con la quale scrive liberamente sui giornali anche se non sono iscritto all'albo dei giornalisti? Secondo me da oggi La Russa è scaduto, non è più ministro della Repubblica, è un cittadino di serie B, perchè se non vuoi rispondere puoi anche non farlo. Mi ha fatto una intimidazione mafiosa urlando di chiedermi i documenti». Poi ha ammesso: «Sono un freelance e per fortuna non sono iscritto all'albo dei fascisti giornalisti. Dopo il caso Pollari - ha aggiunto - si è scoperto che l'80% dei giornalisti è pagato da quelli come Pollari».
Ricorso al Consiglio di Stato
Il Pdl presenterà in giornata sia il ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar del Lazio di escludere la lista del partito per la provincia di Roma alle Regionali che quello all'Ufficio centrale della Corte d'Appello di Roma contro la nuova esclusione decisa ieri dall'Ufficio elettorale circoscrizionale del Tribunale.
Lo riferisce l'ufficio stampa del Pdl Lazio. Il ricorso al Consiglio di Stato è stato presentato stamattina dal consigliere regionale del Lazio Fabio Desideri (Pdl). «L'istanza di abbreviazione dei termini da me presentata è stata accolta», ha dichiarato Desideri. Sabato mattina avrà luogo l'udienza al consiglio di Stato. La decisione arriverà sempre nella stessa giornata di sabato peraltro
termine ultimo per la pubblicazione dei manifesti elettorali. Il 13 marzo infatti scattano i 15 giorni prima delle elezioni previsti per la campagna elettorale.«Questa mattina verrà inoltre presentato il ricorso all'Ufficio centrale della Corte d'Appello contro la decisione di ieri». Ieri sera l'Ufficio elettorale circoscrizionale del Tribunale di Roma non ha accettato l'iscrizione della lista del Popolo della Libertà per il collegio provinciale di Roma perché mancherebbe una parte della documentazione necessaria alla presentazione.
La nuova esclusione della lista del Pdl per la provincia di Roma ha provocato l'ira del presidente del Consiglio e capo del partito Silvio Berlusconi, che ha parlato di un «sopruso violento e inaccettabile» (
guarda il video
, inviato ai "Promotori della Libertà") e ha annunciato «una grande manifestazione».
Lunedì il Tribunale amministrativo del Lazio aveva dato parere negativo a un precedente ricorso del partito di Berlusconi contro l'esclusione della lista, spiegando che mancava la documentazione necessaria. Il Tar entrerà poi nel merito del ricorso il 6 maggio, data per cui è stata fissata una nuova udienza, anche se elezioni regionali sono fissate per il 28 e 29 marzo. Ieri il Tar lombardo ha invece confermato definitivamente, decidendo nel merito, la riammissione della lista «Per la Lombardia» di Roberto Formigoni per le elezioni regionali, inizialmente esclusa per le irregolarità relative a circa 500 firme a sostegno della presentazione.
Fini non va in piazza con Silvio
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha annunciato che il 20 marzo sarà in piazza per la mobilitazione annunciata ieri dal presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi dopo lo stop alla lista del Pdl a sostegno della candidata del centrodestra alla regione Lazio Renata Polverini. «Nel rispetto della mia funzione - ha concluso - ai cittadini romani ho sempre detto che il fatto che tutti possano votare è un bene per la città. Bonino aveva dato segnali importanti parlando di rinvio ma subito il Pd l'ha stroncata. Questo è un fatto negativo perchè poteva essere un'ipotesi per recuperare la situazione».
Fini invece non sarà in piazza con Berlusconi e il Pd. «Il presidente della Camera non partecipa a manifestazioni in campagna elettorale organizzate dai partiti», risponde Fini ai cronisti a montecitorio. A chi gli chiede se comunque condivida la manifestazione, il presidente della Camera risponde: «Non le dico cosa penso di questa domanda -ha replicato Fini piuttosto contrariato- perchè a farmela è una signora».
«Basta con i ricorsi, tanto se qualcuno non vuole darti un diritto alla fine non te lo da», dice il ministro leghista Roberto Calderoli. «Credo che alla luce della decisione del tar di lunedì, l'ufficio elettorale circoscrizionale abbia solo agito di conseguenza. La pronuncia si basa su due aspetti: uno di costituzionalità, che non stava però al tar discernere e uno sulla presenza o meno dei delegati all'interno dei locali, che è un aspetto diverso». A questo punto che suggerisce di fare? «La possibilità di presentare ulteriori ricorsi ci sarebbe, ma io non farei assolutamente niente. Andiamo a votare e gli elettori capiranno, anche perchè l'opposizione non ha argomenti».
«Non ho mai pensato di non essere più in partita. Si va a votare con la coalizione che mi sostiene con o senza lista Pdl», ha detto la candidata del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio Renata Polverini intervenendo al convegno "Il lavoro che verrà". «La campagna elettorale non si è mai fermata -ha spiegato la Polverini- anche se ci sono stati tanti attacchi che si sono spesso trasformata in comunicazione sbagliata. Ad un certo punto sembrava che non c'era più il listino, non c'era la lista e non c'ero più nemmeno io. Quando sono stata in visita all'aeroporto di Fiumicino qualcuno ha telefonato alla direzione dell'aeroporto stesso per dire che ero scappata a Milano. Ma io non sono scappata in quel momento e non ho nessuna intenzione di scappare per i prossimi cinque anni».
Il decreto "salva-liste" è «l'episodio più grave della parabola berlusconiana», la destra sta attuando una «strategia del caos» e il rischio è che Silvio Berlusconi si trasformi davvero nel 'Caimanò morettiano.
Walter Veltroni
in una intervista attacca il centrodestra e invita il Pd ad «alzare la sfida oltre le liste», perché il partito «non può presentarsi solo come la variabile di un copione scritto 50 anni fa». Per Veltroni «Berlusconi vuole radicalizzare il confronto. Noi non dobbiamo cadere nella trappola». La manifestazione annunciata ieri dal premier viene bocciata dall'ex segretario del Pd: «Contro chi manifestano? Contro il signor Milioni o contro chi ha varato un decreto che non ha risolto il problema?». Per Veltroni «è sempre stato evidente che il premier puntasse a piegare le regole del gioco a suo piacimento» allo scopo di arrivare ad una «destrutturazione dei pilastri su cui si fonda il nostro sistema costituzionale». Per quanto riguarda il Pd, Veltroni promuove la linea tenuta nella vicenda delle liste («Ha fatto bene la sua parte») ma invita il partito ad «allargare il discorso, dare consapevolezza del momento delicato in cui viviamo ed indicare una via d'uscita». L'ex segretario chiede al Pd di offrire al Paese una prospettiva per uscire dalla crisi e invita tutti i dirigenti del partito a fare campagna elettorale per il Pd o per il centrosinistra e non per «singoli candidati». Veltroni polemizza con chi, nel Pd, ha un atteggiamento di insofferenza verso il 'popolo violà: «L'altra sera al coordinamento ho polemizzato co un importante dirigente del Pd, di cui non voglio fare il nome, che faceva dell'ironia sgradevole su quel popolo». Sbagliato, però, sottolinea, attaccare il capo dello Stato, «è il miglior regalo alla strategia del caos». Infine, l'ex segretario del Pd si mostra ottimista sulle regionali: «Penso che vedranno un successo del centrosinistra».
Il plenum del Csm: «Premier denigra, democrazia a rischio»
Il Consiglio superiore della magistratura ha votato questa sera un documento che accusa il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di aver denigrato e delegittimato i magistrati. Lo riferisce un portavoce del Csm. Il «plenum» del Consiglio ha votato il documento con 23 voti a favore - tra cui quello del suo vice presidente Nicola Mancino - e due contrari, i cosiddetti «membri laici» vicini al Pdl, ha detto il portavoce.
Il voto di questa sera segue quello di ieri della prima commissione del Csm, che aveva concluso una pratica a tutela della magistratura relativa ad alcune dichiarazioni del premier Berlusconi.
Il fascicolo era stato aperto lo scorso settembre dopo le dichiarazioni polemiche di Berlusconi sui pm antimafia di Palermo e Milano. Vi si erano aggiunte altre dichiarazioni contro i magistrati «comunisti» rese dal capo del governo in diretta telefonica alla trasmissione tv della Rai «Ballarò», il paragone che aveva tracciato tra i presunti attacchi da parte delle toghe e l'aggressione subìta a Milano ad opera di uno psicolabile, e la recente frase sui giudici del processo Mills definiti «banda di talebani».
Via Poma, l'autopsia conferma la morte per annegamento
Il sostituto procuratore della Repubblica di Taranto, Maurizio Carbone, ha aperto un fascicolo d'inchiesta sulla morte di Pierino Vanacore. Nel fascicolo, a carico di ignoti, si ipotizza il reato di istigazione al suicidio. Mentre l'autopsia ha confermato la morte per annegamento, il magistrato inquirente e i carabinieri hanno interrogato Giuseppina De Luca, moglie di Vanacore, che ieri sera, colta da malore, si era trasferita da Monacizzo a Sava, a casa di parenti. La donna non ha fornito elementi di particolare rilievo per l'inchiesta, limitandosi a ribadire che suo marito, sia pure da anni scosso per la vicenda dell'omicidio Cesaroni, non le aveva mai manifestato intenzioni suicide. Di certo però Vanacore in questi giorni era particolarmente irrequieto e turbato per la testimonianza che avrebbe dovuto rendere nei prossimi giorni in corte di assise a Roma.
Gli inquirenti hanno anche interrogato gli amici più intimi dell'ex portiere di via Poma, senza tuttavia ottenere elementi di novità rispetto all'accaduto già noto. A meno di colpi di scena, tutto lascerebbe pensare al suicidio, studiato nei dettagli, indotto o volontario che sia stato. Prima di gettarsi a mare, legato con una cordicella alla caviglia, Vanacore avrebbe avuto la lucidità per la scientifica preparazione del veleno da ingerire: prima bevendo una certa quantità di anticrittogamico diluito con acqua, poi mangiando alcuni pezzi di pane per un più rapido assorbimento del veleno e per evitare il vomito. Tutto questo però, secondo il criminologo Francesco Bruno- potrebbe essere una messa in scena organizzata dall'assassino di Vanacore. Il criminologo si dice infatti convinto che l'uomo sia stato ucciso dalla stessa persona che tentò di violentare la Cesaroni e poi la accoltellò.
Programmi open source in un campo rom
“La cultura deve essere a disposizione di tutti e l’integrazione sociale ora passa dalla conoscenza digitale, anche per i rom”. È con queste premesse che Paolo Cocuroccia, trentunenne romano e candidato nel Lazio alle elezioni Regionali nelle liste di Sinistra e Libertà (anche se il “suo” partito è il Partito Pirata), si appresta a compiere la sua “incursione” in un campo rom (il La Martora) per donare e istallare sistemi software open source.
Il suo vero obiettivo, però, è far arrivare quei sistemi anche su tutti i computer della Regione Lazio. “Se sarò eletto mi batterò perché tutta l’amministrazione regionale usi programmi con licenza libera al posto di quelli di Windows. In questo modo si potrebbero risparmiare milioni di euro ogni anno, come succede dal 2007 in Umbria”, spiega Cocuroccia.
Ma, prima di tutto, c’è una festa. Domani tocca infatti al “PIRATE FileSHARING PARTY” il primo evento in Italia in cui armati di pc o chiavetta usb ci si potrà scaricare liberamente “l’impossibile”: film, musica, libri, programmi e giochi (giovedì 11 marzo alle ore 21 presso il FUSOLAB, in via Piattocco, 29). Dove si potranno seguire seminari sulla gestione di un server e dei relativi script per evitare che siano intasati da file coperti da diritto d'autore o file pedo-pornografici.
“L’Unione europea – spiega Cocuroccia – stabilisce che l’accesso a Internet sia uno dei diritti fondamentali. In Italia questo diritto è limitato perché in ogni caso bisogna passare da un provider. Anche in casi come quello del wi-fi messo a disposizione dalla Provincia di Roma, gratuito per tempi limitati, si deve passare da un provider e non dovrebbe essere così…”.
“Piratiamo gli spazi, piratiamo le reti, piratiamo i poteri” scandisce il pirata come suo slogan elettorale: obiettivo la Regione Lazio.
Onu, nuove critiche al pacchetto sicurezza. Navi Pillay: «No a commenti sprezzanti contro i magistrati»
L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Navi Pillay, si è detta «preoccupata» per alcune norme del «pacchetto sicurezza» adottato in Italia. Navi Pillay inoltre ha espresso in generale «preoccupazione per lo stato di diritto in Italia», sottolineando come la «magistratura sia messa a repentaglio dall'esecutivo».
L'Alto Commissario ha «scoraggiato i dirigenti pubblici dal fare commenti di disprezzo nei confronti della magistratura perchè in questo modo si dà l'idea che la magistratura non sia indipendente». A proposito di immigrazione e pacchetto sicurezza, nel corso di un'audizione alla Commissione Diritti Umani al Senato, la sudafricana Pillay ha sottolineato come i diritti umani «ne risentano» quando vengono impiegati i militari a pattugliare le città o vengono istituite le ronde. «Continuo ad essere preoccupata quando il pacchetto sicurezza rende lo status di clandestinità un'aggravante per chi commette un crimine comune», ha detto la Pillay che ha invitato i politici ad assicurarsi che i «migranti non siano discriminati, denigrati e attaccati».
«La Guardia costiera italiana ha salvato migliaia di vite umane in operazioni di salvataggio», ha ricordato la rappresentante Onu, lanciando poi un appello «al Parlamento italiano affinché ricordi agli armatori, ai capitani delle navi, alle autorità portuali del Mediterraneo, che il salvataggio di naufraghi in mare non è solo un obbligo stabilito dalle leggi internazionali, ma anche un esigenza umanitaria».
Gli immigrati che arrivano via mare «non sono rifiuti tossici» e «non devono essere trattati come tali», ha detto ancora l'Alto Commissario Onu, citando i recenti episodi di violenza nel sud Italia contro i migranti e invitando le «autorità italiane» ad assicurare «urgentemente alla giustizia» i responsabili di tali violenze e ad assumere tutte le misure necessarie per «evitare che questi incidenti si ripetano». Inoltre Pillay si è detta «allarmata per le notizie di sgomberi forzati di campi Rom in Italia avvenuti senza seguire le procedure previste» e per il mancato «accesso all'istruzione per i bambini Rom nei campi non autorizzati» in Italia.
La Repubblica
Repubblica.it > Politica
"Premier denigra, a rischio democrazia" Sì del plenum del Csm alla delibera
A larghissima maggioranza ("no" dei laici del Pdl) approvato il documento che accusa il presidente del Consiglio "Attacchi inaccettabili che delegittimano le istituzioni. Il premier non puó insultare e intimidire"
"Premier denigra, a rischio democrazia" Sì del plenum del Csm alla delibera
(20:20 10/03/2010)
Bersani: "Berlusconi è un agitatore ma dico al Pdl: basta con i ricorsi"
Il segretario del Pd replica al premier: "La sua ricostruzione sulle liste è fantasiosa" Sabato opposizione in piazza. "Di Pietro non attaccherá il capo dello Stato"
Bersani: "Berlusconi è un agitatore ma dico al Pdl: basta con i ricorsi"
Il leader dell'Idv: "Il premier è un falsario e un baro. Cambia le carte in tavola"
(19:02 10/03/2010)
Legittimo impedimento, via libera del Senato "Stop" alle udienze per premier e ministri
Dopo due voti di fiducia, l'ok definitivo con 169 favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti Lo "scudo" consente al presidente del Consiglio di sottrarsi alle convocazioni in sede giudiziaria
Legittimo impedimento, via libera del Senato "Stop" alle udienze per premier e ministri
La Procura di Milano presenterá un ricorso alla Corte Costituzionale Con la seduta di oggi il governo Berlusconi tocca 31 questioni di fiducia
(17:48 10/03/2010)
Berlusconi, battibecco in conferenza "Lei è un villano, si vergogni"
Ha cercato di fare una domanda interrompendo un giornalista che stava parlando Berlusconi lo ha anche preso in giro per la calvizie, La Russa ha cercato di costringerlo a uscire
Berlusconi, battibecco in conferenza "Lei è un villano, si vergogni"
Il freelance Rocco Carlomagno: "Denunceró il ministro per aggressione" In poche ore sei gruppi su Facebook che lo vogliono "direttore del Tg1"
(14:19 10/03/2010)
Berlusconi contro giudici e radicali "Ci hanno impedito di presentare le liste"
Il premier assolve i dirigenti del Pdl: "Documenti in regola ecco le circostanze minuto per minuto"
Berlusconi contro giudici e radicali "Ci hanno impedito di presentare le liste"
Duro battibecco con un uomo seduto in sala che chiedeva una risposta sul decretino
(12:11 10/03/2010)
Pdl in piazza di domenica Sabato 20 c'erano giá due cortei
Indetto da tempo e concesso corteo nella capitale per l'acqua pubblica Nel capoluogo lombardo iniziativa di Libera sulle vittime della mafia
Pdl in piazza di domenica Sabato 20 c'erano giá due cortei
Per il 21, invece, è prevista la maratona di Roma
(11:34 10/03/2010)
"Dalla destra strategia del caos il Pd alzi la sfida oltre le liste"
Veltroni: Il premier va in piazza contro chi? Contro il suo Milioni o contro chi ha varato un decreto sbagliato? Operai e imprenditori a rischio suicidio, precari a 40 anni. A questa gente va restituita speranza
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di GOFFREDO DE MARCHIS
(08:28 10/03/2010)
I sondaggi allarmano il Cavaliere "Il mio gradimento giù di 10 punti"
Il premier vuole dare una prova di forza: un corteo come quello del 2006 contro Prodi I dubbi della Lega. I finiani apprezzano il sostegno di Via del Plebiscito alla Polverini
I sondaggi allarmano il Cavaliere "Il mio gradimento giù di 10 punti"
di FRANCESCO BEI
(07:46 10/03/2010)
Premier e governo in crisi di fiducia Effetto pesante dei 'pasticci' elettorali
Il sondaggio mensile di Ipr Marketing per Repubblica.it Berlusconi perde altri 2 punti e scende ai suoi minimi storici
Premier e governo in crisi di fiducia Effetto pesante dei 'pasticci' elettorali
Male anche l'esecutivo arrivato a quota 38%. La "sfiducia" è al 58% Tra i ministri vince Sacconi. Bene Rotondi. Partiti: il Pdl perde il 3%
di MASSIMO RAZZI
(00:02 10/03/2010)
Corriere della Sera
Corriere.it - Politica
Il legittimo impedimento è legge Sì ai due voti di fiducia al governo
In mattinata ripreso il dibattito sul provvedimento. L'opposizione chiede a Berlusconi di riferire in aula
Il Csm vota la delibera contro il premier Mancino: «Non può insultare i giudici»
L'organo di autogoverno dei magistrati contesta gli attacchi a più riprese di Berlusconi contro le toghe
«Mentana condicio», il dibattito è sul web
Al via la nuova iniziativa di Corriere.it: dibattiti tra i protagonisti della politica. Si parte con La Russa e Letta
Manifesti elettorali, le vostre foto
Strani, curiosi, intelligenti, originali: inviateci le vostre segnalazioni
Schifani: rafforzare lotta alla corruzione
«Scossa la fiducia nelle istituzioni pubbliche, il ruolo dei meccanismi di controllo appare più che mai cruciale»
Arriva l'arbitro per i licenziamenti
Sacconi: Non abbiamo toccato l'articolo 18. Finoccharo: attacco al lavoro.
Il Csm: «Basta attacchi ai giudici»
Reazione delle toghe dopo le ultime accuse di Berlusconi, «delegittimanti dell’intero ordine giudiziario»
Il Manifesto
il manifesto - politica e societa
«Risarcimenti per le vittime dei preti»
La ministra della giustizia chiede indennizzi per i bimbi violati e accusa il silenzio del papa Il fratello di Benedetto XVI chiede scusa ai «passerotti» del coro di Ratisbona vittime di abusi sessuali, «Non sapevo». Ma confessa di aver menato sganassoni ai ragazzi. Dall'Olanda all'Austria lo scandalo dei preti pedofili esplode. In Germania si apre la possibilità di risarcimenti. Il Vaticano commenta: la pedofilia non è solo nella Chiesa GERMANIA Georg Ratzinger ammette di aver «assestato più volte schiaffi» ai giovani del Coro di Regensburg
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La giustizia ridisegnata da Sarkozy: agli ordini del potere
Ferma per sciopero l'intera amministrazione, dai magistrati ai secondini. Una riforma contestata: «Indulgente solo con i potenti»
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C'è la fiducia, oggi via libera allo scudo tombale
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«Con questa legge l'Italia diventa la Russia di Putin»
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Servizi segretissimi. Niente voto sul dossieraggio del Sismi
L'aula non dovrà esprimersi sul segreto di stato confermato da Berlusconi. D'Alema: «E' impunità»
Il Messaggero
ilmessaggero.it - Initalia - Politica
Il legittimo impedimento è legge: sì alla fiducia al Senato, protesta dell'Idv
ROMA (10 marzo) - Il legittimo impedimento è legge. Il Senato ha dato il via libera definitivo al disegno di legge con 169 sì, 126 no e 3 gli astenuti. Poco prima il Senato aveva detto sì con due voti separati alla
Commissione Csm accusa: il premier denigra, democrazia a rischio
ROMA (9 marzo) - Nuovo scontro toghe governo. «Episodi di denigrazione e di condizionamento della magistratura e di singoli magistrati» sono «del tutto inaccettabili» perché cosi
Legittimo impedimento, posta la fiducia L'opposizione insorge: proteste al Senato
ROMA (9 marzo) - Il governo ha posto la questione di fiducia sul ddl sul legittimo impedimento arrivato oggi all'esame dell'aula del Senato.
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NAPOLI (5 marzo) - Una «battuta scherzosa ed ironica». Vincenzo De Luca, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Campania, cerca di rettificare le parole minacciose
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ROMA (2 marzo) - Giornalisti in rivolta contro la direttiva del consiglio di amministrazione della Rai che stoppa per la campagna elettorale i quattro approfondimenti del servizio pubblico: Porta a Porta,
Ddl anti-corruzione, ok del governo: "liste pulite" anche per i parlamentari
ROMA (1 marzo) – Norme più severe per corrotti e corruttori. Un emendamento fatto introdurre dal ministro Calderoli nelle ddl anticorruzione approvato dal Consiglio dei ministri introduce le "liste pulite" anche per i parlamentari. Il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli
Il governo nomina 4 sottosegretari: Santanchè, Viceconte, Augello, Ravetto
ROMA (1 marzo) - Il governo ha nominato oggi quattro nuovi sottosegretari: Daniela Santanchè al Programma di governo, Guido Viceconte all'Istruzione, università e ricerca, Andrea Augello alla
Par condicio, stop ai talk show Rai Giornalisti in piazza domani a via Teulada
ROMA (1 marzo) - Il Consiglio d'amministrazione della Rai, a maggioranza, ha deciso lo stop ai talk show per un mese, fino al voto delle regionali.
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